PROGRAMMA RECITE II

SPUNTI DI RIFLESSIONE DALL'ESPERIENZA DEL PROGETTO LODIS

DISTINTIVITA' LOCALE

PARTNERS OBIETTIVI



 



 

a cura dell'Assessore
Gerardo Giordano
Provincia di Salerno
Assessorato allo Sviluppo e alla Programmazione Economica

 

Le riflessioni di questi ultimi anni sul significato da dare al protagonismo dal basso per valorizzare lo sviluppo dei sistemi locali, si sono incrociati molto con la ricerca che si è sviluppata sul problema della identità e delle identità locali come elementi di riconoscimento e di ricostruzione delle culture e delle storie locali, (a volte, addirittura della gastronomia locale) come segno appunto di identificazione territoriale e popolare.
Così l’identità è stata assunta come l’elemento del collante sociale delle comunità locali determinando quell’eccesso di localismo, spesso deteriore, che sta caratterizzando il dibattito, in corso da tempo, nel nostro Paese, sul federalismo ed il decentramento istituzionale.

Chester

Quelle comunità che più risentono degli effetti perversi della propria storia, stanno cercando attraverso la rivisitazione e la riscoperta della loro vicenda umana e sociale, di ricollocarsi sulla scena economica e politica ridefinendo la propria identità culturale.
Il problema si è posto soprattutto in quelle comunità che, specie al sud del nostro Paese, hanno risentito in maniera accentuata dello spopolamento determinato dall’emigrazione verso altri continenti o dallo spostamento verso le aree urbane o verso le aree metropolitane del nord del nostro paese o dell’Europa.
Oggi, in relazione ai nuovi fenomeni d’immigrazione extracomunitaria che caratterizzano nuove marginalità, abbandono e degrado dei piccoli centri meridionali, il tema riprende ancora di più attualità e vigore.
La stessa accentuazione degli episodi di programmazione  negoziata, i patti territoriali specialmente, che cosa sono se non un tentativo di ridefinire le opzioni di sviluppo di un 
determinato territorio circoscritto (l’area del patto) per  accentuarne il consolidamento economico e sociale partendo  prima di tutto dalle potenzialità e le antiche vocazioni esistenti 
ridefinendone il ruolo sui mercati interni ed esterni, nazionali ed internazionali?
Negli ultimissimi tempi sta venendo avanti con una certa forza un nuovo neologismo, la distintività, appunto, che a questa discussione fa realizzare un nuovo passo avanti.

Chester

Vediamo di che si tratta. LODIS sta per Local distinctiveness strategies to provide economic competitiveness. E' il logo di un progetto di cooperazione interregionale, cofinanziato dalla Divisione XI dell'Unione Europea nell'ambito del programma Recite II, finanziato a sua volta dall'art.10 del FESR (Fondo Europeo di sviluppo regionale).
Il progetto LODIS è finalizzato al recupero delle identità locali attraverso una metodologia di lavoro comune a tutti i partners transnazionali.
Al progetto hanno aderito la Provincia di Salerno e la Provincia regionale di Catania – Italia, Chester City Council – Inghilterra, Valima, Associaçao de Municìpios do Vale do Lima – Portogallo, Limerick Corporation – Irlanda, Gotland Commun – Svezia.

La partnership locale della provincia di Salerno è costituita dai Comuni di Angri, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Sant'Egidio del Monte Albino, Sarno, Siano, Scafati, Pagani, Roccapiemonte, dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Salerno, dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici delle province di Salerno, Avellino e Benevento.Condividere gli obiettivi comuni e caratterizzare le differenze sono le due premesse su cui è stata sviluppata una metodologia comune, necessaria per identificare strategie volte ad esaltare le distintività locali.
Localmente, nella provincia di Salerno, la strategia del progetto è finalizzata ad incentivare la conoscenza per una fruizione più ampia del patrimonio dell’area individuata che, com’è noto, si presenta ricco di storia, cultura e di testimonianze, specie archeologiche, ma non solo, che sono state sempre molto ignorate. Cosicché una grande risorsa, potenzialmente utile ad individuare un importante giacimento, anche occupazionale, è rimasta praticamente inutilizzata ed inefficace non solo ai fini di uno sviluppo più armonico dell’ Agro nocerino-sarnese, ma anche come occasione di crescita e sviluppo, specie dell’occupazione in un settore rimasto particolarmente marginale.
La strategia di intervento di azione locale, si articola su quattro progetti pilota volti a dare una nuova vivibilità ai luoghi della memoria:
a) gestione delle visite ai beni di interesse artistico, culturale ed  archeologico;
b) studio ed implementazione del patrimonio archeologico al fine di esercitare una azione di consolidamento in funzione della sua valorizzazione;
c) informazioni sull’area ai visitatori di Pompei e di Paestum;
d) segnaletica multilingue del patrimonio artistico e culturale.
Non v’è dubbio che un'intervento di questo tipo, sebbene sia la prima volta che venga esercitato in maniera sistematica, anche per quanto riguarda il monitoraggio delle pre-esistenze affidato a professionisti di grande valore coordinati dalla signora Mirella Barracco, avrà nel  tempo un effetto importante sulla economia locale.

Dai mezzi che potranno consentire una fruizione più ampia ed  adeguata dei vari beni culturali presenti, individuati e valorizzati,  ne discenderanno nuovi bisogni ed esigenze degli utenti che si ripercuoteranno positivamente sul sistema di accoglienza in vari segmenti di attività anche turistica. Perciò vale la pena soffermarsi sul tema della distintività che è alla base del progetto e ne costituisce la sua particolarità. La vera trasformazione consiste in una nuova considerazione da dare al bene culturale in senso più generale, considerando soprattutto che le caratteristiche locali (le identità, così come abbiamo cercato di definirle ed individuarle all’inizio), costituite dalla ricchezza dei siti e dei materiali presenti nell’area, vanno vissute in congiunzione con lo sviluppo economico. Tutte le tipicità e le specificità culturali, presenti in un determinato territorio, dovrebbero sempre di più essere usate per la sua prosperità generale.

Visby

Chester

Più le condizioni generali di un territorio presentano aspetti di qualità da valorizzare, maggiore può essere l’effetto ed il contraccolpo positivo sull’economia locale. Per questo diventa importante capire sempre meglio ciò che esiste su un territorio ed esercitare azioni che si combinino, sempre più adeguatamente, con la necessità di animare sviluppo economico locale integrato. La natura delle caratteristiche locali che hanno sempre più impatto con l’economia definiscono non solo il valore del luogo ma anche le persone che ci vivono.
Quest’integrazione è obiettivamente difficile da realizzare: ma non impossibile anche nell’ Agro nocerino-sarnese.

Infatti, se si riescono ad individuare con una certa facilità le questioni, più complesso è realizzare l’integrazione tra il bene o i beni da valorizzare e gli effetti sul sistema economico locale o meglio, le modificazioni, da realizzare sul piano locale per dare all’integrazione un significato economico certo, efficace e soprattutto, durevole nel tempo.Quali sono le questioni più importanti cui dare priorità?
Quali sono le decisioni da assumere per animare uno sviluppo durevole?
Come realizzare uno sviluppo integrato dell’economia locale che derivi anche dalla combinazione di questi diversi fattori: beni archeologici e culturali, organizzazione urbana, tempi di vita e servizi di accoglienza?
Una soluzione efficace di integrazione tra distintività locali ed economia locale rappresenta un elemento importante anche per realizzare un’azione di marketing territoriale di successo che, putroppo nell’Agro, ma non solo in esso, non è stato mai neanche tentato.
Il recente incontro di dicembre scorso, a Chester, dei partners del progetto LODIS ha fatto emergere in maniera aperta questi problemi.
Il progetto sta entrando nella sua fase più calda e decisiva. La discussione su questi problemi è stata perciò molto ricca ed animata.
Partendo dalle esperienze già realizzate da alcuni partners sono emerse alcune specificità che derivano proprio dalle varie diversità (o meglio dalle diverse distintività locali). Chester, con mura romane, ha un graziosissimo centro storico. Dopo adeguati restauri che hanno salvaguardato il suo patrimonio artistico e monumentale urbano, è diventata sede attraente di circa sei milioni di consumatori l’anno che svolgono il loro shopping abituale anche per la presenza di punti di distribuzione di catene nazionali ed internazionali. Migliorata la sua capacità d’attrazione, il problema di questa comunità è di migliorare sempre di più i parcheggi (non di aumentarli) e rendere più facile l’accesso al centro storico, con una segnaletica gradevole ed artistica. Illuminando con 400 nuovi punti luce, realizzati con la sponsorizzazione di una multinazionale di lampade, anche le stradine coperte (rows) ed i “vicoli” laterali di accesso, sono state garantite condizioni di sicurezza per evitare che la loro utenza tradizionale di consumatori si riversi verso altre strade, esterne al centro, dove stanno sorgendo nuove attività commerciali che vendono prodotti di seconda scelta a prezzi più contenuti.

Visby è nell’isola di Gotland in Svezia. Ne è il motore della sua economia locale. Se non si sviluppa la cittadina, non si sviluppa neanche l’isola. E’ ricca di edifici medievali, ha 16 chiese e mura antiche, 3000 abitanti. Le attività commerciali si   svolgevano entro le mura fino al 1965. Progressivamente queste attività si stanno trasferendo all’esterno del centro storico, per ragioni di parcheggio e soprattutto per l’insediamento di attività commerciali più convenienti ed economiche.
Le persone e le famiglie colte, in Svezia scelgono, negli ultimi anni, di vivere in centri più attraenti e non dove hanno il loro lavoro.
Si presenta perciò il problema di migliorare la capacità d’attrazione dei centri storici con servizi utili che rispondano ai bisogni di queste persone.  

Visby

In Svezia sono certi che facendo questa scelta le grandi compagnie ed i grandi centri d’interesse, per conquistare questo target di clientela si sposteranno anch’esse per assecondare queste tendenze. I centri storici così trarranno nuova linfa vivificante.
In Portogallo invece, il ritardo del sistema commerciale sta producendo l’insediamento di molti nuovi centri commerciali fuori dai centri storici o dalle città che sono molto graditi ai consumatori. E’ una risposta ai ritardi con cui i commercianti partecipano al processo di ammodernamento che si sta dando ai centri antichi.
Nella provincia di Valima, anch’essa partner del progetto Lodis, infatti, vengono svolti molti interventi per migliorare – specie con illuminazioni adeguate – l’atmosfera urbana. E’ un espediente molto efficace e creato appositamente, dai tecnici, per migliorare la capacità di attrazione nei bellissimi centri storici di cui dispongono e che attraverso l’utilizzo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) sono stati profondamente ristrutturati e riorganizzati anche nelle funzioni urbane. Ciononostante permangono le difficoltà derivanti dai settori commerciali ad adeguarsi all’evoluzione che queste nuove funzioni urbane promanano verso un nuovo e più moderno sviluppo dei piccoli centri, sempre più attrattivi di nuovi flussi turistici e commerciali con nuovi bisogni nel sistema di accoglienza.
Quanto sia decisiva l’esperienza che è derivata ai partners da questo progetto ai fini dell’esaltazione delle distintività che caratterizzano le diverse identità locali è dimostrato dalla discussione sulla segnaletica che deve favorire un orientamento più adeguato dei flussi turistici e commerciali attratti dalla evoluzione e dalla riorganizzazione dei vari centri. Mentre per noi la segnaletica dovrebbe favorire e semplificare gli accessi di una utenza, sia nazionale che straniera (dunque piuttosto omologata agli standards europei già conosciuti specie sulle grandi percorrenze), secondo inglesi e svedesi anche la segnaletica dovrebbe essere realizzata secondo gli usi locali accentuandone la distintività.

Valo do Lima

Essi non ritengono che la segnaletica debba essere omologata per facilitare gli accessi agli stranieri, perché anche conoscere gli usi locali segnaletici rappresenta un recupero dell’identità locale. Rimane non risolto il problema di come far conoscere ad uno straniero, che impatta una realtà locale per la prima volta, la segnaletica particolare che deve aiutarlo a raggiungere un determinato sito.
Diverso e più accettabile il discorso sulle metodologie di lavoro.
Esse riguardano, prima di tutto, il coinvolgimento dei vari gruppi sociali i cui interessi, possono essere sconvolti dalle trasformazioni e dalle riorganizzazioni delle funzioni urbane.

L’esperienza maturata dai partners attraverso il progetto LODIS, infatti, fa emergere il bisogno di agire concertando.E’ stato segnalato, infatti che è molto utile prevedere continue consultazioni e coinvolgimenti delle organizzazioni locali d’interesse per favorire l’esaltazione delle distintività ed evitare la perdita dell’identità.
Tale coinvolgimento e concertazione accentua così anche la cooperazione sociale che può concorrere e determinare altre opportunità derivanti dalla ricerca di soluzioni ragionate e non generiche ai problemi della riorganizzazione e del riuso delle funzioni locali.
E’ stato verificato che migliorando il dialogo sociale, con il coinvolgimento del corpo sociale nei processi decisionali ogni volta che si vuole dare vita a nuovi interventi, contribuisce a migliorare le economie di scala.
Altre importanti opportunità metodologiche, inoltre, derivano dalla misurazione dell’impatto degli interventi sull’economia locale (specie quando occorre procedere a realizzare nuove opere d’infrastrutturazione urbana), e dalla verifica dei risultati derivanti dalle iniziative realizzate.
Due metodologie, quella della misurazione economica e della verifica dei risultati, che non rientrano nel nostro abituale costume di lavoro. Le novità da produrre, in ogni caso, dovrebbero sempre essere avviate sulla base di esperienze pilota, e prevedere l’utilizzazione di materiali locali per incorporare anche maggiore competitività nella realizzazione.
A Limerik, in Irlanda, ove nei prossimi anni realizzeranno una grande area pedonale nel proprio centro storico, ritengono la costruzione di un ampio consenso l’elemento fondamentale per costruire politiche adatte alle strategie di sviluppo basate sulla valorizzazione dei centri antichi. Gli irlandesi raccomandano molto di non trascurare le aree contigue: intervenire, anche nei settori marginali della città ed evitare che una valorizzazione del proprio centro storico produca nuova emarginazione sociale nel resto della comunità.

Come si evince da questi spunti di riflessione che derivano dal confronto negli incontri di coordinamento tra i partners del progetto LODIS, il tema dell’identità e delle distintività locali, soprattutto quando prende vigore da esperienze avviate o compiute, o in avanzato stadio di realizzazione, pone continui problemi e questioni complesse che non possono essere risolte solo con parole d’ordine semplificative di tipo immaginifico. 

Limerick

Catania

La salvaguardia dell’identità locale e le sue distintività non possono costituire soltanto un momento di valorizzazione o la salvaguardia di una piccola etnia.
Occorre, soprattutto per quanto riguarda l’Agro nocerino-sarnese,che essa sappia coniugarsi con gli elementi dello sviluppo integrato che, pure con grande fatica, sono stati avviati con il patto comunitario dell’occupazione. Com’è noto con la definizione del prossimo piano integrato territoriale (PIT) e la sua successiva attuazione che ne deriverà attraverso la forza progettuale e finanziaria attivabile, l’Agro nocerino-sarnese potrà fare finalmente un generale salto di qualità soprattutto se riuscirà a valorizzare anche tutto il patrimonio, archeologico, culturale, museale, ambientale, che dalla storia locale e dalla vicenda umana e sociale di quest’importante area economica della nostra regione, promana finalmente verso il suo riscatto e la sua moderna trasformazione.