Index Itinerario del Comune di Nocera Superiore


La città di Nocera Superiore, attraversata dal corso della Cavaiola, un affluente del Sarno, si estende alle pendici del Montealbino digradando nella conca a cavallo tra la bassa pianura del Sarno, il territorio cavese e la strada che conduce verso Mercato Sanseverino.
L’insediamento sorge nel sito dell’antica Nuceria Alfaterna, importante città romana alle estreme propaggini della Campania Felix sulla strada che collegava Capua con il sud della penisola. Per tutto il medioevo e l’età moderna, l’abitato di Nocera Superiore è stato caratterizzato da una serie di casali sparsi, che insieme ad analoghi insediamenti nei comuni limitrofi, venivano a formare l’Università di Nocera de’ Pagani, principale conglomerato urbano dell’agro nocerino sarnese fino all’Ottocento, secolo in cui si assiste alla separazione e alla nascita degli attuali comuni.
La visita può iniziare dal centro cittadino, fusione degli antichi casali di S. Maria e S. Clemente, dove si trova la stazione ferroviaria e il municipio, accanto al quale sono visibili i resti dell’ acquedotto di San Renato, struttura ad archi di età moderna.


Alla fine di Corso Matteotti si raggiunge la Cavaiola: incamminandosi per la strada che fiancheggia il corso d’acqua, con una fila di case e filari di imponenti platani e svoltando a sinistra si raggiunge il Battistero paleocristiano di S. Maria Maggiore, principale monumento cittadino e tra i più significativi dell’agro. La chiesa, fondata nella seconda metà del sec. VI d.C., fu la cattedrale nocerina. Si tratta di un edificio rotondo a pianta centrale, esemplato su modelli bizantini giustinianei, diviso da una doppia fila di colonne su cui poggia una grandiosa cupola; il deambulatorio racchiude la parte centrale, dove  si trova la vasca di notevoli dimensioni adibita a fonte battesimale, anch’essa
circondata da colonne.
Oltre la ferrovia, in via Ungaro, sono visibili resti di abitazioni romane e sulla strada che conduce a Nocera Inferiore, dopo la frazione di Portaromana (dove sorge il convento delle Suore dell’Addolorata

 
recentemente restaurato per destinarlo a struttura ricettiva), a Grotte, nei pressi del seicentesco Convento francescano di S. Maria degli Angeli (con chiostro affrescato), si conservano i resti, sotterrati, dell’anfiteatro dell’antica Nuceria, sul cui circuito sorgono una serie di edifici medievali e moderni appoggiati direttamente sulle strutture romane.
I resti più significativi della città romana sono nella frazione di Pareti, posta oltre la Cavaiola, ai piedi del Montealbino e che si raggiunge attraversando la S.S. 18, presso cui sorge la Villa De Ruggiero, edificio in corso di restauro per ospitare il futuro museo archeologico provinciale di Nuceria Alfaterna. A Pareti (nell’abitato la chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo), alcune abitazioni si innestano su antichi ruderi e da qualche decennio è stato portato alla luce il grandioso Teatro principale della città campana, addossato ad un ampio tratto delle mura urbane, che conserva ancora due torri di avvistamento originali. Il teatro, cui erano annessi un porticato adibito a palestra e un odeon, è tra i maggiori documentati dell’età ellenistica in Campania; si conserva parte della cavea e della frons scenae.
Ritornando in centro, in località S. Clemente troviamo una parte della ricchissima e imponente necropoli cittadina riapparsa lungo l’antica via consolare Popilia che conduceva a Salerno. Qui si vedono ai lati dell’ampia Strada romana una serie di tombe, dalle dimensioni e forme più varie. Tra di esse si segnala il mausoleo edificato dalla gens Numisia, a tumulo e simile a quello di Augusto a Roma; quello della gens Cornelia a pianta quadrata e sormontato da una cupola; quello della gens Lutatia, sopraelevato e con due rampe di scale scenografiche.

Da San Clemente possiamo dirigerci verso la frazione di Croce Malloni, dove si trova Villa Lanzara, di proprietà privata, risalente alla fine del Settecento, il cui parco rappresenta uno dei più significativi esempi in Campania di giardino all’inglese. Proseguendo verso Roccapiemonte si giunge nella frazione di Materdomini, dove domina l’ampio complesso del Convento e Santuario di S. Maria di Materdomini, di fondazione medievale ma ricostruito dopo le distruzioni dell’ultimo evento bellico; vi si venera un dipinto miracoloso della Madonna, per la cui festa, il 15 agosto, giungono pellegrini da tutto l’agro nocerino-sarnese.