Index Itinerario del Comune di Sarno


La città di Sarno, il comune più esteso dell’area, si stende ai piedi del monte Saro, appendice del Pizzo d’Alvano e parte del massiccio del subappennino campano. Si conservano tracce della frequentazione umana a partire dalla preistoria, nell’età del bronzo e del ferro, i resti di un santuario italico di età ellenistica e numerosi resti di ville e insediamenti di età romana. La città nasce tuttavia nell’alto medioevo in corrispondenza del castello sulle pendici del Saretto, con appendici significativi a Foce, Episcopio e San Vito, crescendo con il tempo con l’addizione di nuove parti che hanno ampliato il centro storico dalla caratteristica forma a fuso lungo la direttrice principale dell’antica via Popilia di età romana (chiamata poi in città Tabellara), strada che congiungeva 


 Capua con Nocera e Reggio Calabria.
La visita comincia dall’attuale centro cittadino, la via del Rettifilo (corso Amendola), presso cui si trova la stazione della Circumvesuviana. Al culmine del corso, intersecato dall’odierno asse principale cittadino (la lunghissima via Matteotti), che corre parallelamente al centro storico e presenta un giardino pubblico, troviamo il Municipio, palazzo ottocentesco di stile eclettico sorto presso il convento francescano di cui resta il Chiostro e la Chiesa di San Francesco; l’edificio con la sua mole domina sulla città e si affaccia sulla piazza dove campeggia il monumento a M. Abignente di Amendola.

 
Dal Municipio procedendo a sinistra si attraversano le vie Fabricatore e Laudisio, ricche di palazzi nobiliari di età moderne e con cappelle gentilizie e lunghi cortili con le abitazioni contadine, e si raggiunge corso Umberto che conduce alla villa comunale, giardino pubblico ottocentesco presso sorgenti termali. Di qui si può raggiungere la boscosa zona di San Vito, con la medievale chiesa di San Vito e ricca di ville di campagna ottocentesche e la frazione di Lavorate, con tipiche masserie e cortili contadini e la ottocentesca chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie (oggi in disuso) e, passate le sorgenti di Santa Marina, si raggiunge Nocera Inferiore.
Ritornati a corso Umberto, da piazza Croce, da cui si diparte via Lanzara, su cui prospetta la notevole Villa Del Balzo, con un grande giardino, si risale per via Cavour raggiungendo Palazzo Capua (futura sede del Museo cittadino) e la vicina piazza Capua, con la Congrega dell’Immacolata e il santuario della Madonna delle Tre Corone, poste l’una di fronte all’altra. Di qui si può salire, per via S. Martino, verso il Saro e proseguire verso il Municipio e Terravecchia attraverso via Mazzini.
Dal Municipio si prende sulla sinistra via de' Liguori, anch’essa ricca di palazzi e con le traverse che puntano verso il quartiere di Terravecchia, e si giunge a piazza Garibaldi, sede antichissima del Mercato, su cui si affaccia il Palazzo del feudatario, la fontana dei tre cannuoli, collegata alle vicine sorgenti di rivo palazzo e l’ingresso all’ottocentesca Filanda D'Andrea alle spalle della quale, lungo corso Vittorio Emanuele, si stende il quartiere industriale del secolo scorso, con l’Ex-zuccherificio (su via Roma) e la Filanda Buchy, che finisce alla stazione ferroviaria delle FS, limite della città lungo la strada che conduce a Striano e ai paesi vesuviani.
Da Piazza Garibali (o anche P.zza Marcato) si può risalire per rampe Terravecchia al quartiere Terravecchia adagiata sulle mura medievali e chiuso dalla Cinta muraria collegata al castello soprastante (raggiungibile dalla vicina via San Giovanni), che conserva i resti del Convento di San Domenico e la Chiesa collegiata di San Matteo, scenograficamente adagiata sulla rupe come gran parte delle abitazioni del quartiere.
Ritornati a piazza Mercato, proseguiamo lungo via Abignete, asse principale del quartiere del Borgo, dove troviamo le chiese di Sant'Andrea, San Giacomo (cappella del palazzo Abignete, posto in uno slargo all’imbocco di via San Giovanni) e di San Teodoro, posta di fronte alla facciata del cinquecentesco Seminario (completamente rimaneggiato).
Alla fine della via proseguendo dritto si va verso Nola, lungo l’antica direttrice della via Popilia mentre risalendo per viale Margherita si arriva alla frazione di Episcopio, la cui strada principale, via Duomo, è costellata di palazzi settecenteschi e culmina nella piazza del Duomo su cui si affaccia l’Ex-cattedrale di San Michele, edificio seicentesco di notevole importanza, alle spalle del quale si trova il palazzo vescovile e, a sinistra, arretrata, la Congrega del SS. Sacramento.
Da piazza Duomo scendendo per via Milone si costeggiano le zone di Curti e Figura e si raggiunge per via Tuostolo la frazione di Foce, dove troviamo i resti del Teatro ellenistico-romano, già parte di un santuario italico e, poco più giù, il Santuario della Madonna di Foce, chiesa seicentesca con affreschi medievali, edificata nei pressi della sorgente principale del fiume Sarno.